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Avatar di Davide Riboli

Un’analisi molto densa, Armando. Il tuo testo solleva una questione ontologica che richiama direttamente le tesi di Foucault in Dir vero su se stessi.

​Foucault ci ha insegnato che la "persona" non è un dato biologico, ma un effetto di potere, il risultato di tecniche di oggettivazione. Il rischio che intravedo in questa evoluzione è la saturazione dello scarto tra soggetto e traccia: la biometria tenta di forzare una coincidenza definitiva tra il Reale (il dato biologico, l'iride, l'impronta) e il Simbolico (l'identità burocratica, il documento).

​Quando il corpo diventa il documento, viene meno la libertà fondamentale di non coincidere con se stessi, ovvero la possibilità di "non essere" ciò che i nostri dati dicono di noi.

Se la veridizione non passa più per il discorso ma per la scansione passiva, svanisce anche lo spazio per la resistenza soggettiva. Grazie per lo spunto.

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Assolutamente, procediamo.